In casa nostra il rituale della pastiera è sempre stato
sacro, i miei ricordi di bambina ,di quando dopo la frugale cena del giovedì santo,si accendeva il forno a legna e nel frattempo che
raggiungeva la temperatura adatta le ” grandi” iniziavano la preparazione dividendosi i compiti. Chi univa la ricotta allo zucchero, chi preparava il guscio, chi il grano….il tutto condito di chiacchiere e ” inciuci” che facevano passare il tempo in allegria.

Gli uomini  andavano a letto, la prima pastiera finiva in forno a mezzanotte , ed a un certo punto anche io cedevo al sonno.Patrizia invece resisteva ad aspettare la cottura di tutte le torte,siamo arrivate a farne anche 20 in una sera.
La prima che usciva dal forno , veniva subito assaggiata, anche se calda non ha un grande sapore,anche perché mamma e nonna Maria usavano l’ unita di misura o.c. (occhio e croce) e quindi la prima avevamo la scusa per assaggiarla per vedere come era venuta.

Da diversi anni siamo  a casa di Patrizia, e il rito non e’ cambiato molto,ora le “grandi” siamo noi ,c’e’ il forno a legna,(quest’anno il piccolo principe ha preso il posto del mio
maritino lo ha accesso perfettamente e ci sono le chiacchiere ma non iniziamo
la sera, iniziamo la mattina del venerdì santo perché ci piace avere i piccoli ” tra i piedi” bellissimo .(e poi credo che ancora adesso io
mi addormenterei!)

Spesso ci chiedono perché le nostre pastiere sono più buone, da anni usiamo la ricetta che e’ riportata dietro i barattoli di una azienda che produce grano,non cambiamo niente , non ci sono segreti.
La mattina ci riuniamo in cucina da Patrizia , ci sono anche una cara amica con la figlia che il piccolo principe ha sempre chiamato Lulu’  e iniziamo allegramente raccontando ai piccoli le leggende che si narrano sulla origine della pastiera. A me in particolare piace molto pensar ad una sirena Partenope, che
ogni primavera regalava ai napoletani canti dolci e melodiosi e che tenerezza pensare alle mogli dei pescatori che , per ringraziarla di uno scampato pericolo, le portano sulla riva dello splendido golfo tra Posillipo e il Vesuvio, dove lei viveva,i loro prodotti più preziosi : uova,ricotta,grano, fior di farina,zucchero acqua profumata di aranci …e lei , geniale pasticcera, riporta un dolce che contiene tutti questi ingredienti appunto la pastiera.
Da qualche tempo ho anche scoperto che un nostro detto ha la sua origine legata a questo dolce.Si narra che una principessa non sorridesse mai, le fu presentato una fetta d pastiera e lei rise, da noi si dice : magnate na risata ( mangiati una risata , intendendo sollecitare una persona a lasciarsi andare ad una risata).Quest’anno Dede alla mia domanda ti e’ piaciuta la storia? Ha risposto con un ” ma l ‘ acqua del mare era salata?”con grande divertimento dei cugini “più grandi” ma anche nostro ……ecco forse e’ questo il nostro ingrediente segreto!  Il momento più particolare e quando si deve mettere la griglia di strisce, Patrizia che fa la pastiera classica, con il cedro che prepara lei in casa,mette una griglia più moderna. Io che invece, so che i puristi arricceranno il naso, amo mettere il cioccolato  fondente a pezzettini  ,pero’ sulla griglia sono molto tradizionalista e faccio la classicissima doppia croce simbolo pasquale.
La primavera ha nella mia città il profumi dell’ acqua di fior d’ arancio, il profumo misto di agrumi e cannella che attraverso le finestra inonda le strade e mi fa pensare questo e’ l odore della Pasqua.La pastiera non e’ solo un dolce, ma una merce di scambio,io la faccio per te e tu ne fai una a me,e’ motivo di gara su chi la fa più buona, di discussione su quale siano le giuste proporzioni, e’ un assaggio obbligatorio se vai a fare visita , la padrona di casa non ti dirà ” vuoi una fetta di pastiera? “Ma :prendi una fetta di pastiera ! , perché non si puo’ pensare che l’ offerta non sia più che gradita.
Insomma non e’ Pasqua se non c’ e’ pastiera.

Ricetta:
Preparare la frolla il giorno prima con 600 grammi di farina debole, 300 di burro, 300 di zucchero a velo , 3 uova e 3 tuorli, pizzico di sale ed una grattatina di arance.
Impastare tutto insieme e farla riposare in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Intanto cuocete il grano (barattolo da 700 grammi) aggiungendo  175 grammi di latte intero, 50 grammi di burro e 2 arance biologiche intere (che frullerete dopo la cottura) la buccia grattugiata di un limone. Cuocere a fuoco moderato finchè non diventano cremosi.

Frullare
a parte grammi 1100 di ricotta e 950 di zucchero. Aggiungere 8 uova  3
tuorli ed alcune gocce di neroly arancia e cedro candito. Unire il
tutto al grano che nel frattempo si è raffreddato.

Stendere la frolla ad uno spessore di un centimetro e rivestire due teglie
 da 26 centimetri di diametro e con le rimanenze preparare delle strisce larghe 2 centimetri che serviranno per la decorazione.
Riempire i fondi di frolla con la farcia di ricotta e grano poi decorare con le striscioline ed infornare per circa 1 ora e 30 nel forno a legna mentre nel forno casalingo a 160° per circa due ore.
Per la cottura bisogna prestare molta attenzione!

Buona cucina
Monica

31 comments on “Pastiera”

  1. Ragazze, mi avete commosso con il racconto della preparazione della pastiera. E voi che continuate con questa tradizione di famiglia 🙂
    Bellissimo! E la pastiera…..quanto mi piace!
    Un bacione grande.

  2. Bellissimo post pieno di ricordi d' infanzia, tradizioni che si tramandano…mi piace molto tutto questo! Adoro la pastiera è uno dei miei dolci preferiti tanto che al mio compliblog a febbraio ho ripubblicato la mia versione con il liquore strega e senza canditi! La tua versione mi piace molto…la leggenda della pastiera è fac-simile alla mia la trovo bellissima! E' tu sei bravissima si vede che fai tutto con amore e passione!
    Un abbraccio e felice settimana!
    Laura<3<3<3

  3. Ma che meraviglia c'è in questo post? Ricordi, racconti, risate. Un fermento tale che sembra di essere lì con voi a prepararle, queste pastiere. Avete ragione, ognuno ha la sua pastiera e ad ogni visita bisogna assaggiarla. Un po' come la tazzulella di caffè: a Pasqua la pastiera è sempre in tavola e l'assaggio è obbligatorio 🙂
    Baciotti ragazzuole e a presto :*

  4. Mi piacciono queste tradizioni e mi piace leggere cosa portano con sé.
    Rendono speciale ogni piatto ^_^ Certo dirti tutto questo assaporandone una fettina….. sarebbe molto meglio 😀
    Un abbraccio grande!!

  5. che splendido post, ricco di ricordi che rendono la vostra pastiera veramente speciale anche perchè ricca di valore affettivo:))
    Mi piace tantissimo la vostra versione, davvero buonissima, con un profumo inebriante di agrumi che io adoro alla follia e da provare assolutamente:))
    un bacione e grazie mille per la condivisione:))
    Rosy

  6. Ho letto tutto d'un fiato.Ho amato tutto perché racconta le mie tradizioni,i miei profumi…ma le leggende a riguardo non le conoscevo.Grazie sono stata li con voi ed ho pure assaggiato una pastiera meravigliosa!

  7. Prima di tutto volevo dirti che il link per andare a FB non funziona viene fuori il ditino con la benda.
    Ho letto il tuo racconto come una fiaba, per me lo è nata nel 43 in una citta dove si doveva pensare a come rimediate al pasto queste cose non esistevano per nessuno. E' bellissimo e il ricordo che poi rivivi ancora oggi non si scorda mai.
    La pastiera l'ho fatta due volte, dicono riuscita bene (mio suocero era napoletano doc) ma ora evito i dolci non posso per i problemi dello zucchero. Non sono diabetica ma devo stare molto attenta altrimenti sale. Per fortuna non sono golosa ma ti capisco. Buona fine settimana cara un abbraccio e scusa che la gallina vintage è venuta poco qui ma molti blog che seguo non ricevo più gli aggiornamenti devo provvedere.
    Su twitter ti seguo anche se ci sono poco. Un abbraccio

    • Grazie Edvige ma ci hanno chiusa la pagina di fb.
      I ricordi sono bellissimi non sia mai non ci fossero. Beata te che non sei golosa io purtroppo….
      non ti preoccupare tanto ci seguiamo comunque
      Un abbraccio

  8. Ho letto con piacere la tua storia, è sempre bello scoprire tradizioni che vivono ancora! Ho fatto la pastiera soltanto una volta, non è più propriamente tradizionale in Toscana, ma io adoro il suo profumo!
    Felice giornata!

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