Non penso di essere metereopatica però svegliarmi la mattina e vedere che fuori c’e un sole bellissimo mi mette un allegria ed un entusiasmo che mi carica e mi sento più energica!!!

Mentre sentivo uscire l’odore del caffè , mi è venuta una gran voglia di impastare un poco di pasta fresca : mi sono sentita come una sfoglina ! 

Non c’entra niente con l’odore di caffè, ma ho subito pensato di fare gli  scialatielli (in realtà sarei capace di cucinarli ogni giorno  sono saporitissimi, avevo solo bisogno di una scusa)  perché avevo voglia d’impastare usare il matterello insomma….pare che sia  terapeutico impastare (lo scrivo sempre nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato!) 
Il piatto che ho fotografato è una porzione abbondante (forse ho esagerato !) ma è stato divorato lo stesso.

700 grammi di semola di grano duro rimacinata
400 grammi di farina
4 uova intere
3 cucchiai di olio d’oliva
300 gr di latte
1 cucchiaio di basilico fresco
1 cucchiaio di parmigiano grattuggiato

Ho impastato tutti gli ingredienti insieme fino a far risultare un impasto liscio.
 dopodichè l’ho fatto riposare coperto da una pellicola a temperatura ambiente per circa un’ora.

Dopo il riposo l’ho steso ,con l’aiuto del matterello a  5 mm circa ed ho tagliato delle strisce lunghe una decina di centimetri e larghe circa 3 cm.

Le ho cotte in acqua salata in ebollizione ed appensa sono saliti a galla li ho scolati e saltati brevemente nella padella insieme alla salsa. 
Ho aggiunto infine il parmigiano.

Ho usato una salsa fresca di  pomodori di corbara. 

Ciao
Patrizia

31 comments on “Scialatielli”

  1. ciao cara
    quindi hai impastato con il latte? davvero molto interessante, devo ammettere di non vaerli mai fatti ma le mani in pasta quelle sempre eheheh ^_^
    baciotto e buon w.e.

  2. Mai impastato la pasta fresca con il latte. Sono di Salerno e mi fa piacere inserire il V/s blog nel mio blog roll, per continuare a seguirvi e per non perderci di vista. Complimenti per il blog. A presto

  3. Che meraviglia…. da buona emiliana confermo che impastare e' terapeutico…. mi e' venuta voglia di provare a farli ma non avendoli mai ne fatti ne mangiati non verranno mai buoni come i tuoi…. un abbraccio marusca

  4. Voglio provare anche io a impastare quando c'è il sole, "non" sono metereopatica come te ;-), ma farmi trascinare dalle sue energie si…mi hai convinta con questi scialatielli che si possono fare così semplicemente.
    mi stuzzica da matti quel latte nell'impasto.
    buona domenica!
    PS: l'odore del caffè di prima mattina è impagabile 😉

  5. Carissima Lalla siiiiiiiii fatti trascinare dall'energia , le mani che affondano nell'impasto…bellissimo!!!!!
    In questo momento ho finito di prendere la mia tazza di caffè: buona giornata

  6. Brava in cucina ma altrettanto non si puo' dire per il tuo italiano.
    Si dice "meteoropatico" e non "metereopatico ( e questo è solo uno dei tanti strafalcioni che ho trovato leggendo le ricette).Devo dire che sei in buona compagnia perchè anche molti altri siti di cucina (e non solo) ne sono pieni;va bene la passione per la cucina ma anche la nostra bella lingua merita amore e rispetto. Non volermene! Credo che sia un consiglio per rendere il tuo sito perfetto e spero venga accettatto .

    • Wikipedia :La meteoropatia, dal greco μετέωρον (meteoron, cosa che è, che avviene in alto) e πάθος (pathos, passione, malattia), è un termine che sta ad indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o delle condizioni climatiche stagionali. Di simile derivazione, meteorite, meteorologia, meteora, etc.".
      Non te ne vogliamo,anzi ti ringrazieremmo in maniera più personale se non ti fossi trincerata/o dietro un "anonimo".
      Accettiamo di buon grado tutto ciò che ci porta a migliorare il nostro blog,le critiche, sia che riguardino le ricette sia il nostro italiano "approssimativo" sono le benvenute. La tua così "benevola" per un errore, peraltro veniale dal momento che si tratta di una parola non proprio di uso comune,è stata apprezzata anche perché facciamo nostra la convinzione che "la perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa"
      Rimaniamo altresì esterrefatte, siamo sicure che apprezzerai la doppia "r", davanti all'uso approssimativo e carente che fai della punteggiatura,ma siamo sicure che non ce ne vorrai !!!!!
      Monica e Patrizia

  7. Non ve ne voglio perchè, di norma, la punteggiatura va usata con parsimonia nel caso di frasi brevi come quelle del mio commento.C'è un bel punto e virgola, un bellissimo punto esclamativo per un imperativo negativo,le parentesi per sottolinerare un pensiero aggiuntivo e i punti necessari.Che cosa volete di più dalla vita?
    Non capisco perchè abbiate riportato la spiegazione da Wikipedia.Conoscevo già l'etimologia del termine; il greco era la mia passione al liceo.Condivido la vostra convinzione su cosa sia la perfezione; la perfezione in termini assoluti non esiste. Credo,però,che valga la pena controllare quanto ciò che facciamo si avvicina ad essa.L'anonimo"trincerato"è un linguista che si sta occupando del linguaggio dei blog.Forse adesso è più chiaro lo "spirito" del mio commento.Buon lavoro!

    • Perdonatemi se intervengo, ma da ragazzo la mia passione era quella di rompere le scatole agli spocchiosetti, saccentelli e millantatori di conoscenze varie. L'ho riconosciuto! Malgrado l'età ha ancora i brufoli, gli puzzano i piedi ed un'alitosi marcescente. Il vostro sito si è infestato, provvedete ad una rapida disinfestazione o defenestrazione o disintossicazione…….cavolo, non ricordo la parola, deve essere colpa del tempo: sono meteorista!!!

  8. Devo deluderti.Sono una persona gradevole in tutti i sensi, tranne per chi soffre di grossi complessi d'inferiorità.
    A ciascuno il suo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *